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Acido ialuronico nella skincare: cos’è, a cosa serve e perché il peso molecolare conta
Due cosmetici possono contenere entrambi acido ialuronico e comportarsi in modo diverso sulla pelle. La sua capacità di legare acqua è importante, ma peso molecolare, texture e formula aiutano a capire molto meglio che cosa aspettarsi dal prodotto.
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In breve
- L’acido ialuronico viene utilizzato nella skincare soprattutto per la sua capacità di legare acqua e contribuire a morbidezza, levigatezza e comfort.
- Il peso molecolare ne influenza il comportamento: le forme più grandi lavorano soprattutto in superficie, mentre forme più piccole possono mostrare una maggiore permeazione.
- Un peso molecolare più basso non significa automaticamente un prodotto migliore: per capire un cosmetico bisogna considerare l’acido ialuronico dentro la formula completa.
Due cosmetici possono contenere entrambi acido ialuronico e comportarsi in modo molto diverso sulla pelle.
È una delle ragioni per cui trovo riduttivo fermarsi alla presenza dell’attivo nell’INCI. Quando leggiamo “acido ialuronico”, sappiamo che nella formula c’è un ingrediente molto interessante per l’idratazione; per capire meglio il prodotto servono però altre informazioni.
Una di queste è il peso molecolare.
Non è un dettaglio riservato ai formulatori: aiuta a comprendere perché alcune forme di acido ialuronico lavorano soprattutto sulla superficie cutanea mentre altre, più piccole, possono mostrare una maggiore capacità di permeazione.
E soprattutto ci ricorda una cosa che considero importante quando parliamo di attivi: il nome dell’ingrediente è l’inizio della lettura della formula, non la fine.
Perché l’acido ialuronico è così usato nella skincare
L’acido ialuronico è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo, compresa la pelle, e appartiene alla famiglia dei glicosaminoglicani.
In cosmetica interessa soprattutto per la sua capacità di legare e trattenere acqua. Per questo viene definito un umettante: contribuisce a mantenere acqua nello strato più superficiale della pelle e può migliorare la sensazione di morbidezza, levigatezza e comfort.
È una funzione semplice da capire e probabilmente è anche una delle ragioni del suo successo. L’acido ialuronico può trovare posto in sieri, creme, mist, essenze e molte altre texture senza obbligare la formula a diventare particolarmente ricca.
Ma vedere la stessa parola su due confezioni non significa trovarsi davanti allo stesso prodotto. Il comportamento dell’acido ialuronico cambia anche in relazione alle dimensioni delle sue molecole e alla formula in cui viene inserito.
Cosa significa “peso molecolare”
Immaginiamo l’acido ialuronico come catene che possono avere dimensioni differenti.
Il loro peso viene espresso generalmente in kDa, kilodalton, un’unità utilizzata per indicare la massa molecolare. Per noi consumatori non è necessario imparare valori e classificazioni: interessa capire che una molecola molto grande e una molto più piccola non si comportano nello stesso modo a contatto con la pelle.
Le forme con peso molecolare elevato tendono a rimanere prevalentemente sulla superficie, dove possono contribuire all’azione umettante e formare un film sottile che aiuta a mantenere il comfort cutaneo.
Riducendo le dimensioni molecolari può aumentare invece la capacità di permeazione. Uno studio effettuato con spettroscopia Raman, per esempio, ha osservato differenze nette tra acido ialuronico a basso peso molecolare, nell’intervallo 20–300 kDa, e forme da 1000–1400 kDa nel passaggio attraverso lo strato corneo.
Questo, però, non crea una classifica nella quale la molecola più piccola sia necessariamente quella da preferire.
Perché più piccolo non significa migliore
Una frazione che rimane prevalentemente in superficie sta comunque svolgendo una funzione utile. L’idratazione dello strato corneo, la formazione di un film e la sensazione di morbidezza fanno parte dell’esperienza cosmetica che cerchiamo in molti prodotti.
Le forme più piccole hanno caratteristiche differenti e possono mostrare una maggiore permeazione. Anche studi condotti su formulazioni topiche con pesi molecolari diversi hanno rilevato che la dimensione dell’acido ialuronico può influenzarne il comportamento sulla pelle.
Per questo trovo più interessante parlare di funzioni complementari che cercare un vincitore.
Una formula può utilizzare anche più pesi molecolari proprio per combinare comportamenti differenti. Non significa che “alto” lavori semplicemente in superficie, “medio” arrivi nell’epidermide e “basso” raggiunga automaticamente il derma: la pelle e la formulazione sono molto più complesse di uno schema a tre livelli.
Ed è anche il motivo per cui termini come “triplo peso molecolare” raccontano solo una parte della formula. Possono essere un’informazione interessante, ma da soli non ci dicono ancora come sarà il prodotto, quanto sarà piacevole utilizzarlo o quale sarà il risultato cosmetico complessivo.
L’acido ialuronico funziona dentro una formula
È il punto che per me conta di più.
Quando scelgo un cosmetico, sapere che contiene acido ialuronico è utile. Poi guardo come quell’attivo è stato inserito: quali altri ingredienti lo accompagnano, che tipo di texture è stata costruita e quale funzione deve svolgere il prodotto nella routine.
È lo stesso criterio che abbiamo utilizzato parlando di come leggere un attivo skincare dentro la formula che lo contiene.
Un siero acquoso, una mist e una crema possono contenere acido ialuronico e offrire esperienze molto diverse. Non c’è nulla di contraddittorio: l’attivo è uno degli elementi della formula, non la formula intera.
Anche il bisogno della pelle cambia il modo in cui lo interpretiamo. Se manca soprattutto acqua, un prodotto ricco di umettanti può essere particolarmente interessante. Quando invece la pelle presenta anche una componente lipidica insufficiente, aggiungere soltanto umettanti potrebbe non rispondere a tutto ciò che serve.
La distinzione tra pelle secca e pelle disidratata diventa utile proprio qui: idratazione e lipidi partecipano entrambe al comfort cutaneo, ma non indicano la stessa esigenza.
Perciò, davanti a un prodotto che mette in evidenza l’acido ialuronico, guarderei tre cose molto semplici: che tipo di formula è, che funzione deve svolgere e come si inserisce nel resto della skincare.
Il peso molecolare aggiunge un’informazione preziosa. La formula le dà un contesto.
Fonti scientifiche
Essendoubi M. et al. (2016) —
Human skin penetration of hyaluronic acid of different molecular weights as probed by Raman spectroscopy
Pavicic T. et al. (2011) —
Efficacy of cream-based novel formulations of hyaluronic acid of different molecular weights in anti-wrinkle treatment
Serra M. et al. (2023) —
Microbial Hyaluronic Acid Production: A Review