Pelle secca in inverno: come ritrovare comfort e barriera con Green Cream

Gennaio è un mese che “tira”.
Tirano i ritmi, tira l’aria, tira la pelle. E io non lo prendo come un difetto: lo prendo come un segnale. Credo che la pelle, quando è secca, non chieda di essere corretta. Chiede di essere protetta.

In inverno, la barriera cutanea è più esposta: vento, sbalzi di temperatura, riscaldamenti. La scienza lo racconta con parole tecniche (strato corneo, lipidi, ceramidi), ma la pelle lo dice in modo semplice: ho bisogno di comfort. Le ceramidi, ad esempio, sono parte fondamentale della barriera e del controllo della perdita d’acqua; la loro riduzione è associata a secchezza e fragilità.

Il gesto che cambia (senza complicare la routine)

Quando sento la pelle più sottile, scelgo un solo obiettivo: farla tornare abitabile.

1) Detersione tiepida e senza fretta

Non cerco la sensazione di “pulito che scricchiola”. Cerco una pelle che non si difende.

2) Un’applicazione lenta, come si chiude una porta piano

Green Cream – Dry Skin Solver nasce per rispondere proprio a pelle secca, disidratata, fragile, soggetta a rossori e microfessurazioni; la descrivo come una crema multifunzionale 24h pensata per lavorare sulla barriera e sul comfort, con una texture leggera e ad alto assorbimento (non “grassa e occlusiva”).

La applico su viso, collo e décolleté, mattina e sera, con movimenti lenti.

3) Due respiri (sì, contano)

Uno mentre stendo.
Uno quando appoggio le mani sulle guance.
Perché anche la pelle sente quando smettiamo di correre.

Una formula che ha un carattere preciso (e dichiarato)

Mi piace quando un prodotto non promette tutto: promette bene ciò che fa.

La Green Cream mette in evidenza una sinergia di attivi tra cui ceramidi, Coenzima Q10, tè matcha, glicogeno e lactobacillus.
E tra le FAQ è specificato anche ciò che spesso viene taciuto: non è vegana (per la presenza di lactobacilli estratti dallo yogurt e cera d’api) e non contiene retinolo.

Questa trasparenza, per me, è già skincare.

Quando capisco che è “quella giusta”

Non mi interessa l’effetto speciale. Mi interessa l’effetto vero: quando la pelle smette di tirare e si rilassa.

Tra le testimonianze, la dr.ssa Sara, una mia cliente da molti anni, racconta che su pelle secca esposta a temperature fredde Green Cream è stata “un toccasana”, leggera e facilmente assorbibile.
Non è una prova scientifica: è un dettaglio umano. E a gennaio, spesso, serve anche quello.


Se gennaio ti sta chiedendo comfort, ti accompagno a scegliere un gesto essenziale: applicare Green Cream con calma, mattina e sera, come un atto di protezione.


Founder & CEO di Faber-Organic. Appassionato di scienza vegetale, bellezza etica e cultura del prendersi cura. Racconto la pelle con rispetto e visione: tra natura, ricerca e ritualità consapevole.